A supporto di tale prospettiva, c’è la teoria dell’attaccamento di Bowlby, corroborata da numerose ricerche ed osservazioni dell’interazione madre-bambino, che afferma che se una madre (o più in generale un care-giver) è “sufficientemente buona” (ossia sintonizzata sui bisogni del bambino, accudente e tutelante) consente al bambino di costruire una base sicura interna, che lo porterà a vivere serenamente adattandosi al mondo che lo circonda. Viveversa, una madre non disponibile, non solo fisicamente quanto emotivamente, genera nel bambino grande angoscia e smarrimento, che determinano nell’adulto estrema fragilità, bassa autostima e disagio psicologico.
Anche le ultime scoperte in ambito neuroscientifico, confermano quanto sostenuto dalla gruppoanalisi e da Bowlby. In particolare Siegel, introducendo il concetto di mente relazionale, afferma che le relazioni con il mondo che ci circonda influenzano la nostra stessa struttura cerebrale. Come se le esperienze vissute in contatto con l’ Altro si inscrivessero a livello cerebrale, plasmandoci dal profondo.